Decreto Ristori - premier Conte

Voglio parlarvi del Decreto Ristori.
“Ristoro/Ristori” è tra le parole tornate alla ribalta negli ultimi tempi.

Un termine quasi desueto e poco utilizzato tornato alla ribalta per indicare quella serie di DPCM (ormai anche mia nonna ne conosce l’acronimo), che prevedono delle forme di sostegno per gli operatori economici. Siamo già al quarto.

Ma ad ogni DPCM c’è una categoria dimentica, 1000 richiami ai DPCM precedenti.

Un guazzabuglio di numeri per abrogare o modificare articoli e commi. 

La conferenza stampa di Conte non è la Gazzetta Ufficiale

Noi commercialisti, ormai, siamo abituati a ricevere le prime chiamate dai clienti, dopo la ormai tradizionale conferenza stampa di Conte, anche se è domenica…..anche se è tardi….e spesso ahimè dobbiamo spiegare, senza ancora sapere bene nemmeno noi (perché non veniamo informati prima) che una cosa sono le conferenze stampa del capo del governo e ben altra cosa il contenuto sostanziale di quanto viene pubblicato nella gazzetta ufficiale

E come vuoi dare torto agli imprenditori, che ti chiamano a qualunque ora, per cercare di trovare una rotta senza navigare a vista in un mare agitato in cui la costa non si vede più. 

Con questo “breve” articolo, (più che breve il più conciso possibile) vorrei dare delle informazioni base ai lettori. Informazioni che vanno poi approfondite caso per caso col proprio commercialista. 

Cosa prevede l’ultimo decreto ristori

 L’ultimo decreto ristori, il quater , (DL 157 del 30.11.20) , tra le novità più importanti  prevede: 

  • Rinvio delle scadenze delle imposte sui redditi (ires+irpef+irap) al 30.04.21 per i soggetti ISA che hanno subito una riduzione del fatturato del 33% . La riduzione di calcola comparando il primo semestre 2019 con il primo semestre 2020. Questo si applica agli operatori di TUTTA ITALIA.
  • Rinvio delle scadenze delle imposte sui redditi (ires+irpef+irap) al 30.04.21 per i soggetti ISA. Indipendentemente dai requisiti di calo del fatturato se si trovano nella zona rossa o nella zona arancione, per i soggetti che esercitano attività di ristorazione.
  • Bonus 1000 euro una tantum ai soggetti indicati nell’art 15  co 1 del decreto ristori , appartenenti ai settori del turismo, spettacoli e stabilimenti termali.
  • Con l’articolo 6 viene ampliata la platea dei soggetti beneficiari del contributo a fondo perduto di cui all’articolo 1 del primo decreto Ristori (D.L. n. 137/2020). Con l’ammissione degli agenti di commercio, mediatori e procacciatori di affari che, alla data del 25 ottobre 2020, avevano una  partita IVA attiva. Soggetti che abbiano dichiarato di svolgere come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO (riportati nell’Allegato al decreto).
  • Bonus di 800 € a dicembre per i collaboratori sportivi.
  • Sospensione dei versamenti di contributi previdenziali, ritenute e Iva in scadenza a dicembre per le partite iva e le imprese che nel 2019 hanno registrato un fatturato non superiore a 50 milioni di euro e subito una contrazione dei ricavi di almeno il 33% nel mese di novembre 2020 rispetto a novembre 2019.

A chi spetta la sospensione

La sospensione si applica anche per chi ha aperto l’attività dopo il 30 novembre 2019. Sospensione ammessa a prescindere dai requisiti relativi ai ricavi o compensi e alla diminuzione del fatturato o dei corrispettivi.

Inoltre, la sospensione spetta a tutte le attività economiche chiuse in seguito al Dpcm del 3 novembre. Spetta alle attività che operano nei settori economici individuati nell’allegato 2 del decreto Ristori bis (attività alberghiera, attività di agenzia di viaggio o di tour operator) con sede nelle zone rosse, e anche per i ristoranti situati nelle zone arancioni e rosse. 

Scadenze

I versamenti sospesi andranno saldati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 16 marzo 2021 o mediante rateizzazione, fino a un massimo di quattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 marzo 2021.

  • Prevista un’indennità di 1000 euro anche per gli incaricati alle vendite a domicilio, che si aggiungono alle categorie di precari ristorati e prima dimenticati.
  • Tra le cose da menzionare vi è l’articolo 13 relativo all’Integrazione salariale, che dispone che i trattamenti di Cassa integrazione di cui all’articolo 1 del decreto Agosto (D.L. n. 104/2020) sono riconosciuti anche in favore dei lavoratori in forza alla data del 9 novembre 2020 – data di entrata in vigore del decreto Ristori bis (D.L. n. 149/2020)  e assunti dopo il 13 luglio. Per questi lavoratori sono previste anche altre 6 SETTIMANE di integrazione salariale (dal 16 novembre 2020 al 31 gennaio 2021) per imprese che hanno esaurito la CIG e che sono interessate dal DPCM del 24 ottobre
  • Un’altra importante novità può ricordare tutti quelli che hanno debito con il fisco (e non sono pochi) perché è stata modificata la disciplina della rateizzazione. Ma di questo vi scriverò in un articolo a parte. 

Cosa prevede invece il Decreto Rilancio? Leggi il mio articolo.